+5 days of TFA-course

Nel giorno della Domenica delle Palme, il resoconto della mia prima settimana da tieffina di inglese, cdc A345/346.

Ogni giorno è intitolato “Day x lesson x: How do I feel?” (trad.: “Giorno x lezione x: Come mi sento?”)

Day 1 lesson 1: How do I feel?

Before sitting down in the classroom I felt very anxious about the beginning of a new stage of my life. Moreover I thought about my father who would be proud of me trying to make my dream come true.

Now that I am here in the classroom I feel excited and willing to learn new notions and everything about teaching. I just feel like Bilbo Baggins when starting his adventure with the Dwarves and Gandalf the Grey.

Per i profani della lingua inglese:

Prima di sedermi in classe mi sentivo molto ansiosa sull’inizio di una nuova fase della mia vita. Inoltre pensavo a mio padre che sarebbe orgoglioso di me nel provare a realizzare il mio sogno.

Ora che sono qui in classe mi sento eccitata e vogliosa di imparare nuove nozioni e tutto ciò che concerne l’insegnamento. Mi sento proprio come Bilbo Baggins all’inizio della sua avventura coi Nani e con Gandalf il Grigio.

https://www.youtube.com/watch?v=4bk3qX_QofI

 

Una volta in classe noto subito un cartellone con argomenti di algebra e afelio e perielio disegnati alla lavagna: nostalgia quanto agreement col voler applicare in futuro il CLIL (Content and Language Integrated Learning).

Accanto a me si siede un VIP del gruppo FB della nostra cdc e la lezione inizia. Già nel durante, però, fra l’horror vacui generale (solo alcuni di noi hanno seguito precedentemente corsi con la prof e sanno cosa sia un portfolio, alias la nightmarish word!) e nozioni di linguistica per me note e per altri nuove, ci si chiede chi insegna la linguistica, nelle scuole secondarie di I e II grado, nello stesso modo in cui ci viene insegnata all’università. Amo la linguistica, entrambe le tesi di laurea sono di questa materia (generale – triennale – e testuale – magistrale) e sarebbe bellissimo poterla insegnare, ma forse non è chissà quanto fattibile nella realtà scolastica attuale. Voglio dire, prima ancora di insegnar loro l’inglese devono imparare un minimo di educazione e un po’ di nozioni di grammatica italiana, figuriamoci se si entra nei concetti di fonetica, fonologia … forse è una mia ansia per inesperienza, non è detto che acchiapperò per forza classi di scimmie e babbuini, però qualche piccolo esercizio in coppia e di gruppo durante la lezione mi ha ispirata e conto di mettere in pratica le idee proposte.

 

Day 2 lesson 2: How do I feel?

Oggi c’è stata l’ennesima dimostrazione di ciò che io chiamo IpocrItalia/HypocrItaly: paghiamo tante tasse per poi non poter usufruire di veri e propri laboratori forniti di PC. Per me non è un problema dovermi portare il portatile da casa, spero solo di non essere presa d’occhio da eventuali ladri (ma non perché sto a Napoli: sono quasi 10 anni che passo per la via principale di Forcella e per il centro storico e non mi è mai successo niente!). La lezione che prevedeva l’uso di PC diventa teorica ma piacevole e ricca di contenuti: una mia collega mi ha battuta sul tempo chiedendo il tipo di didattica più adatto a persone con disabilità. Si entra quindi nel merito dei BES, dell’importanza di seguire queste persone speciali senza dimenticarsi dei normodotati, io riporto un episodio in cui mio fratello (lievemente autistico di tipo cognitivo, ma non l’ho detto in classe) è riuscito a capire e spiegare la regola di Ruffini alla classe, per poi dire che in realtà vi è anche ignoranza da parte degli alunni su queste disabilità e quindi chi ce l’ha può rischiare di venir preso in giro (qualcuna avrà pensato “Ecco il vittimismo”, ma chi se ne frega: io sono realista, denuncio pure l’aspetto scomodo della vita raccontandolo!). Dopo ciò si passa al problema del (cyber)bullismo e là mi sono tolta un piccolo masso dalle scarpe, cercando tuttavia di rimanere nel diplomatico e ricorrendo a termini specialistici: sia a scuola sia in altri tipi di gruppi ho subito atti di bullismo e in casi molto rari una-due persone mi hanno difesa, mentre per il resto ho ingoiato rospi amari, persino da persone adulte. Mi sono anche informata sul fenomeno in sé e sugli attori dello stesso e se c’è una cosa che vorrò fare è proprio difendere la vittima, altrimenti “se il docente sta zitto è normale che si prolifera questo problema”. La prof mi ha fatto giustamente notare che in mancanza di prove concrete non si possono fare denunce, anche perché taluni genitori di bulli tenderanno a coprire il figlio anziché guardarlo per com’è davvero, quindi mi ha consigliato di far sì che sia la vittima stessa a denunciare il bullismo con prove concrete. Insomma, in questa lezione sono stati trattati argomenti REALI.

 

Day 3 lessons 3 and 4: How do I feel?

Oggi ho seguito due corsi, uno sulla didattica della cultura e istituzioni anglofone, l’altro sulla didattica della letteratura anglofona. La prima prof mi ha fatto ricordare perché, prima d’innamorarmi del tedesco, abbia sempre amato l’inglese e già per questo le devo molto. è vero, per anni e da anni considero l’inglese la whore of the world e il tedesco la lingua per soli eletti, ma grazie a questa prof ho apprezzato la molteplicità della lingua inglese. Molteplicità = apertura = discorsi a quantitativi industriali. E poi vogliamo dirla proprio tutta? La letteratura anglofona è tanto ricca e la programmazione, da come ho capito, è divenuta più fluida, quindi me la potrò gestire come mi pare la lezione, ERGO telefilm, film, Harry Potter, Signore degli Anelli + prequel e Cronache del Ghiaccio e del Fuoco a volontà!!!

La seconda prof ha una pronuncia in inglese musicale e già dalla prossima lezione ci farà fare pratica, come anche la prima prof di questo giorno.

 

Day 4 lesson 5: How do I feel?

Filosofia, esperienze di vita reali, umiltà, molteplicità e interdisciplinarità: questo e tanto altro ha costituito la lezione di oggi di pedagogia nell’apprendimento nelle scuole secondarie. Dopo averci mostrato una piattaforma utile per la didattica, la prof ci chiede di scrivere in quali contesti abbiamo imparato e in quali non abbiamo imparato. Ecco che, nel ripercorrere il mio excursus scolastico e non, mi esce una lista lunga quasi un foglio intero. La prima a leggere le sue considerazioni ha parlato di Manzoni e dei Promessi Sposi, dopodiché in assenza di altri volontari ho esposto la mia lista. Come nel caso della ragazza manzoniana, anche nel mio la prof ha spiegato i vari tipi di intelligenza a partire dagli esempi nostri, dopodiché ha parlato di altri argomenti sull’apprendimento fino a raccontare la sua esperienza da insegnante nel carcere. Io ho avuto due volte l’onore di entrarvi, quando ero corista, e le emozioni che ho provato lì, nonché quelle che ha provato Mike quando lo portai con me, sono qualcosa di indescrivibile. Bisogna viverle in prima persona per poterle capire! Sapere, inoltre, che è stata proprio la poesia (genere così bistrattato ma quello che finora mi ha rappresentato di più) la chiave d’accesso di anime in cerca di riscatto, mi ha fatto proprio commuovere!

 

Day 5 lesson 6: How do I feel?

Il motivo per cui non ho pubblicato prima il post è contenuto in questo giorno, riassumibile in una parola sola: OSTAGGI. Non perché era sabato, ma stare TUTTA LA GIORNATA, con a stento 1 ora di pausa pranzo più 20-25 minuti in totale di pausa, è stata veramente una mazzata in fronte, per noi quanto per la prof che, poverina, avrebbe voluto spiegare lo scibile sulla didattica delle lingue moderne, ma i tempi serrati a questo portano: a essere ostaggi da un punto di vista spazio-temporale. Se a questo si aggiunge la tanta teoria che chissà se e come riusciremo a mettere in pratica, stiamo messi proprio bene!

 

In sintesi, i primi 5 giorni di TFA sono stati un pendolo che ha oscillato fra entusiasmo e noia. Al centro, tanta tanta teoria.

Spero che la situazione migliori, che possa essere davvero formata, preparata alla realtà che dovrò affrontare.

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