4° e ultima settimana a Jena

Buonasera!

Siamo giunti quasi alla fine del mese jenense. Are you ready? GO!

03/08/2013: seconda volta a Lipsia e spettacolo Queen Made in Heaven al Planetarium.

Stavolta a Lipsia ci andiamo un bel po’ di noi. In treno passa come sempre un carrellino per un drink, uno snack e quant’altro. L’amico di Andelija ci mostra l’università da dentro, dopodiché incontriamo Faust e Mefisto e andiamo a pranzare. Io, Makis, Saif e il cugino rockettaro mangiamo un gustosissimo kebab, dopodiché al ritorno di sera vado da sola al Planetarium di Jena perché per nulla al mondo mi sarei persa lo spettacolo sui Queen! Che belli gli effetti ottici! Peccato che non si potesse registrare! Me ne sono uscita davvero per ultima dalla sala perché proprio non volevo staccarmi dal sedile! Ho conosciuto nuove canzoni dei Queen come Made in Heaven These are the days of our lives e ho scoperto che i Queen si sono occupati anche di Flash Gordon.

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04/08/2013: Schillerkirche e domenica tranquilla a Jena. Endlich un po’ di spazio per me stessa.

Questo giorno è dedicato sia a un po’ di riposo sia alla visita della chiesetta dove l’amico Friedrich Schiller si è sposato con Charlotte von Lengefeld: bellissima nella sua semplicità!

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05/08/2013: lezioni e I dolori del giovane Harry.

Le lezioni stanno quasi per giungere al termine e alla fine di queste non solo non riceviamo voti come gli italiani sono abituati, ma esponiamo di gruppo in gruppo delle opere al corso delle simulazioni di vita in condominio. Per quanto riguarda la questione dei voti, mi sono rivolta alla McGonagall di Jena e mi ha risposto che sta a noi stessi valutare se siamo migliorati o no. Per quanto riguarda l’esposizione di gruppo io, Vale, Igor, Andelija e altre persone presentiamo una tragica storia d’amore: Die Leiden des jungen Harrys alias I dolori del giovane Harry.

Vi riporto la foto con la storia in tedesco e le immagini create da noi. Queste ultime sono state tanto divertenti!

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Di seguito riporto la storia in tedesco e in italiano.

Das ist eine wahre Geschichte. Vielleicht können Sie daran nicht glauben, aber es war wirklich so. Zwei verlorene Seelen, zwei blutende Herzen. Sie war eine sehr flauschige und gepflegte Katze. Er war so rebellisch, als sie ihn das erste Mal gesehen hat.

Harry Hund fing an so laut zu bellen, um die Aufmerksamkeit zu bekommen. Sie ignorierte den beharrlichen Hund, aber er hörte damit nicht auf. Die Katze Rosi war sehr arrogant, so dass sie eine sehr tiefe Pfütze nicht bemerkt hatte und gleich hineingeraten ist. Aber Harry hat die Zaunslatten zerbrochen und ist zur armen Katze gelaufen, um sie zu retten.

Rosi verliebte sich in Harry und sie begannen damit, zusammen spazieren zu gehen. Sie sahen den Sonnenuntergang am Strand und sie genossen die Schönheit der Natur. Aber plötzlich beschloss der Besitzer der Katze wegen seiner Arbeit umzuziehen.

Harry beschloss, ihnen zu folgen, aber der Besitzer war leider auf ihn allergisch und Harry war ganz traurig. Er beschloss, Alkoholiker zu werden, um Rosi zu vergessen. Deshalb wurde er gelb: Seine Leber funktionierte nicht gut. Harry starb vor den Augen Rosis, deswegen beschloss sie, sich selbst im Brunnen zu töten.

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Questa è una storia vera. Forse potete non credervi, ma davvero lo era. Due anime dannate, due cuori sanguinanti. Lei era una gatta molto soffice e pulita. Lui era così ribelle quando lei lo vide per la prima volta.

Il cane Harry incominciò ad abbaiare così forte per attirare l’attenzione. Lei ignorò il cane persistente ma lui non la smetteva. La gatta Rosi era molto arrogante, così arrogante da non notare una profonda pozzanghera e da inciamparvi. Ma Harry ruppe le stecche della recinzione e corse incontro alla povera gatta per salvarla.

Rosi si innamorò di Harry e incominciarono a uscire insieme. Osservavano il tramonto sulla spiaggia e godevano la bellezza della Natura. Ma improvvisamente il proprietario della gatta decise di trasferirsi per lavoro.

Harry decise di seguirli ma il proprietario purtroppo era allergico a lui e Harry ne era molto triste. Decise di diventare un alcolizzato per dimenticare Rosi. Perciò divenne giallo: il suo fegato non funzionava bene. Harry morì davanti agli occhi di Rosi, perciò lei decise di uccidersi nella fontana.

 

06/08/2013: humor tedesco e giro in lungo e in largo all’Optisches Museum a Jena.

Il 6 agosto trattiamo lo humor tedesco. Questo è il mio commento a tal riguardo:

Lo humor italiano non ha proprio nulla da invidiare a quello tedesco. Sarà pure che sono stanca di ascoltare e concentrarmi per capire qualcosa in tedesco, ma per me è più divertente un film di Troisi che altro.

Dopo le lezioni mi incammino da sola all’Optisches Museum: fantastico! Ho voluto pagare pure i 5 euro aggiuntivi per poter scattare foto e ne ho visitato tutti i piani!

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Ho anche fatto dei video, uno riguardante l’ologramma di Marcello Mastroianni, un altro sui tanti impianti alla mo’ di Città della Scienza e anche migliori! Cliccando il link di sotto potete vedere il video sull’ologramma.

https://www.facebook.com/video.php?v=337367533135220&pnref=story

 

07/08/2013: Dresda e la crisi.

La giornata di oggi è dedicata allo sfogo con penna e calamaio [nota: da metà 2011 al 2013 ho vissuto un brutto lungo periodo di delusioni in amicizia e cuginanza, pertanto taluni sentimenti provati in queste 4 settimane, descritti anche in “Ciò che ho appreso a Jena“, sono un’umana conseguenza di queste batoste]:

Cantare a prima mattina Lucio Battisti … non ha prezzo! Non ne posso più di non cantare! Con poche persone (Nika e Rita per es.) sarà un bel souvenir. Poco fa Nika mi ha detto che io so cosa lei desidera. Beh, anche lei sa cosa io desidero. Me l’ha dimostrato coi fatti, con la sua presenza e le sue attenzioni. Non ho avuto bisogno di “fare colpo” su di lei per conquistare la sua amicizia. Spero tanto che verrà in Italia!

Dai, domani solo è, poi venerdì Plauen e sabato torno finalmente fra le braccia del mio amore. Anche lui sa cosa io desidero, anche se talvolta tengo chiusi dentro me certi desideri. Spero che tornando a casa questi desideri riesca a renderli realtà senza la paura onnipresente di perdermi in qualcuno per poi rimanerne svuotata. Purtroppo in parte ce l’ho anche con lui questa paura. Serbare gelosamente certi desideri per evitare che siano contaminati dalla realtà secondo cui qualsiasi rapporto che riguardi me finisce. Allora cosa si è rafforzato fra me e Michele, se ho paura di rendere reali certi desideri? E se fossero anche i suoi? Se stesse aspettando proprio me per realizzarli? Perché tutti i miei dubbi e le mie insicurezze verso il mondo intero le trasferisco al nostro rapporto? Un rapporto dove comunque l’individualità è garantita e rispettata? Perché torno ad avere paura di essere felice? Perché mi aspetto solo il peggio dal mondo, talvolta azzeccandoci, talvolta no?

… per poi sfociare in una forte crisi di pianto dopo la bellissima escursione all’ultimo gioiello del diadema: dopo Schillers Gartenhaus ed Erfurt, ecco che giungiamo a Dresda, una città fortemente influenzata dall’arte rinascimentale italiana e da quella greco-romana. Questa città difatti è chiamata la Firenze sull’Elba e molti dei suoi monumenti sono stati ricostruiti in seguito ai bombardamenti avvenuti durante la II guerra mondiale.

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Il tempo libero a disposizione lo dedico per visitare il Verkehrsmuseum, un museo con tanti mezzi di trasporto del passato e del presente. Alla vista dei treni non posso fare a meno di cantare Azzurro di Celentano!

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Ritornando alla crisi di pianto, questo mi succede quando sono fortemente arrabbiata e, dopo aver tanto accumulato, dopo aver chiuso tanti occhi, mi basta una sciocchezza per cacciare fuori tutto il rancore nei confronti di determinati atteggiamenti. è il mio limite per eccellenza, lo riconosco. Fra il 6 e il 7 agosto mi incazzo di brutto fino a non farcela più: le ultime vicende fanno tornare alla mia mente tutta l’ingratitudine delle persone che ho trattato bene e da cui ho ricevuto coltellate e invidia. Per fortuna ho il mio amore, la mia famiglia e le mie passioni che mi tirano su! Ma anche l’essere ascoltata dalle mie compagne di stanza mi ha in un certo senso tirato su. Non so come abbia fatto a spiegare in sintesi e in tedesco le mie vicende brutte nell’ambito dell’amicizia, ma credo che anche il linguaggio dei sentimenti sia un linguaggio universale.

 

08/08/2013: Abschiedsparty.

Questa giornata è dedicata alla festa d’addio presso un fiume o un lago. Ci divertiamo a pazzi: quando vedo una rete e una palla di pallavolo/beach volley, mi butto nella mischia! Anche il responsabile Thomas Müller gioca con noi: dal primo momento che l’ho visto l’ho associato ad Hagrid, il mezzogigante buono amico di Harry Potter, proprio a causa della sua altezza!

In serata ci dividiamo in gruppi per un quiz di cultura e civiltà: fra le domande ce n’è una a proposito dell’altezza del responsabile. In molti di noi del gruppo rispondiamo: 3 volte Kunduz, la piccina simpatica! La domanda sulla durata della Repubblica di Weimar la toppiamo, ma We are the Champions!!!

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Alcune persone sarebbero partite l’indomani, altre il sabato, anche per questo ci scambiamo il quadernino dove è inserita anche la tragica storia d’amore fra Harry e Rosi per scriverci delle dediche, ognuno nella propria lingua materna. Ricordo con precisione cosa ho scritto a Makis: gli ho augurato di trovare un buon lavoro (attualmente è insegnante, beato lui!!!) e una brava ragazza (su questo non ho informazioni: avendo entrambi perso i nostri genitori quasi nello stesso tempo – lui la mamma, io papà – proprio di questo aspetto non abbiamo parlato).

Quella sera mi sono sì persa uno spettacolo sui Pink Floyd al Planetarium, ma in compenso mi sono divertita davvero tanto!

 

09/08/2013: viaggio a Plauen.

Oggi c’è per me l’ultima escursione culturale: Plauen, città dov’è nato il caricaturista Erich Ohser/e.o.plauen di cui mi sono occupata nella tesi magistrale. Che giornata uggiosa mi sono scelta per andarci! E c’è voluto un bel po’ prima di trovare un negozio che vendesse ombrelli! Dopotutto tutti gli altri giorni sono stati davvero caldi, specialmente quando siamo andati a Buchenwald: 40° C! Per fortuna nell’attesa del treno incontro un gruppo di signore molto arzille che avevano organizzato un’uscita di gruppo con tanto di pic-nic. Le signore mi vedono sola soletta e mi offrono addirittura la colazione! Parliamo per tanto tempo fino ad affrontare la questione del passato: “perché giudicare la Germania solo in base al periodo nazista? Perché non criticare pure Stalin e il suo operato? Chi vive oggi non ha le colpe di chi in passato ha agito male!” Le signore concordano con me sul fatto che si tenda a puntare il dito solo su un tipo di dittatura e non su un altro, proprio come nel caso Italia vs Napoli: un reato commesso al Sud fa più scalpore di uno commesso al Nord. Inoltre queste signore non si scandalizzano a parlare del periodo nazista: per loro è giusto ricordare il passato senza però fare di tutta un’erba un fascio! Invece in altri casi, persino mentre ero a telefono col mio ragazzo, per il solo aver nominato 88 (numero di Hitler) due signore sedute di fronte a me hanno alzato la voce come a dire: “Non parlare di questi argomenti!”. Su questo senso, dunque, nel periodo jenense ho constatato due tipi di atteggiamenti: tabù vs ricordo. Anche Paul Celan col suo Mohn und Gedächtnis Heinrich Böll con le sue opere credono che sia giusto ricordare e Böll critica la falsificazione della realtà tramite quegli stessi mass-media usati come strumenti di propaganda degli ideali della razza ariana (cfr. Die verlorene Ehre der Katharina Blum: http://it.wikipedia.org/wiki/L%27onore_perduto_di_Katharina_Blum). Personalmente ogni 27 gennaio mi incazzo perché mi fa male dover ricordare quel passato, dover constatare quanto l’essere umano possa far schifo, mi comporto come le signore che avevano gridato di fronte a me nel treno. D’altro canto, tuttavia, penso sia giusto ricordare per evitare di commettere gli stessi errori, di diventare fanatici. Ergo questa scissione la vivo anche io onestamente.
Tornando al discorso Plauen, arrivo al museo e ho una doppia reazione: contentezza per aver raggiunto il luogo e per tutto ciò (statue, filmati, ecc.) che è dedicato a Ohser, profonda delusione perché nel museo vi erano a stento due, dico DUE, caricature politiche. Ohser viene ricordato perlopiù come autore di Vater und Sohn, i suoi famosi “fumetti silenti” e non posso non esprimere il mio disappunto alla responsabile del museo, ricordandole che lui ha anche resistito contro la propaganda nazionalsocialista, che come esistono partigiani in Italia c’è stato anche lui che si è opposto allo status quo, fino a lasciare moglie e figlio pur di non venire ucciso da mano nemica. Ergo non tutti i tedeschi erano concordi con l’ideologia nazista, solo che fa comodo dire che lo fossero tutti! La responsabile resta molto colpita dalle mie parole e mi lascia anche usare il bagno.
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Tornata all’ostello scrivo una lettera a Rita e una ad Andelija e gliele metto di nascosto nella valigia. Entrambe sono contente di questa sorpresa e scendiamo per vivere l’ultima sera nella movida jenense!
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10/08/2013: viaggio di ritorno, fra ansia del peso della valigia e bilanci.

Attualmente di quel giorno ricordo solo che, a causa di souvenir e altro, la valigia pesava più del dovuto e per evitare di prendere multe ho dovuto buttare delle cose ingombranti. Inoltre ho cacciato un sacco di soldi per verificare il peso. E infine torno a casa, con un resoconto dei pro e dei contro di quest’esperienza. Di sicuro se l’avessi vissuta ora, cioè con un equilibrio e un carattere più forte, ne avrei goduto di più, ma va bene anche così.

 

E con questo si conclude il mio viaggio. Spero vi sia piaciuto! Sicuramente ci sono altri eventi non descritti in queste 4 settimane, ma è passato molto tempo e sono successe così tante cose da allora … ricordo però di una piccola libreria antica nei pressi dell’ostello, visitata per puro caso a orario di chiusura, delle spese fatte da Aldi, di un dialogo avuto alla pizzeria italiana con un signore che non ricordo dove dovesse andare per lavoro, di Eros Ramazzotti e il suo Fuoco nel fuoco ascoltato presso Aldi, delle tante docce fatte nel bagno comune in compagnia del PC per riascoltare per la ennesima volta film e canzoni, sapete, come compagnia e marcatura del territorio (taluni animali fanno la pipì attorno al proprio territorio, io ricorrevo al PC). Ricordo dell’aranciata all’arancia rossa rovesciata casualmente sulla tastiera del PC nuovo di zecca, di Nika a parlare coi miei su Skype, dei primi pranzi alla mensa dopodiché fai-da-te all’ostello, ecc. ecc.

I prossimi articoli riguarderanno le esperienze di colloqui di lavoro e alcune mie poesie che potete trovare anche sulla pagina FB https://www.facebook.com/robertafivisone?ref=ts&fref=ts, sul mio contatto Google+ e sul blog http://robertafivisone.wix.com/antizibaldone2punto0! Mi raccomando, non perdeteli!

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