1° settimana a Jena

Saaaaaalve (alla mo’ di Bruno Vespa)!

Come preannunciato dal titolo, questo post riguarda la mia prima settimana a Jena.

12/07/2013: il viaggio.

Mi accompagnano i miei e Mike. Una paura tremenda di venir nuovamente multata, di perdere il bagaglio da stiva, di non arrivare a destinazione secondo gli orari prestabiliti. Ho sudato sette camicie elevate alla quarta al check-in (in virtù di quel popò che è successo l’anno scorso fra Irlanda del Nord, Mari del Nord e Galles). Ma per fortuna tutto è andato bene. Vicino a me si sarebbe dovuta sedere una coppia di danesi, ma hanno scelto i posti dietro di me ed è stato meglio così. Al loro posto c’è stata una coppia in vacanza-lavoro all’avventura che nonostante la loro tenera età si sono dimostrati, almeno nel loro raccontare di sé, più maturi.

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Arrivo a Berlino Schönefeld: il caos totale. Nessun addetto alla biglietteria: solo macchinette automatiche. Il panico! Una coppia di italiani non dico che mi stavano facendo rischiare di perdere il mio treno per Jena, ma quasi. Però mi ha fatto piacere rendermi utile per loro. Secondo aiuto appena prima di prendere il treno: una ragazza tedesca voleva pagare col bancomat, ma non ci riusciva. Anche a lei, però, è andato tutto bene. Viaggio in treno. Sapevo solo di un cambio, invece ce ne sono stati due. Altro momento di panico. Ma per fortuna lo scambio imprevisto è avvenuto sullo stesso binario da dove ero scesa dal primo treno. Da aggiungere che al contrario dei luoghi comuni sulla Germania, anche qui i treni fanno ritardo. Solo che a differenza dell’Italia, anche in ritardo i treni sono comunque ben coordinati. Dunque, arrivo a Jena Paradies: bellissima vista notturna di quella che poi ho scoperto essere la Volksbad. Chiedo informazioni in giro per trovare una strada fra quelle indicate da Google Maps e vado per scoprire una scorciatoia. Un ristorante greco e accanto uno cinese mi si parano davanti agli occhi. Wow, aria di multiculturalità! Il mio viaggio a piedi continua, col peso di due valigie (altro che una, mio caro Liga!). Mi guardo un po’ intorno fino ad arrivare a quella che poi ho scoperto essere la chiesa della città, dedicata al patrono della città: San Michele! Continuo a camminare e vedo una movida bellissima. Tanti localini a Johannisplatz! A un certo punto, altro che salita di Mezzocannone: quella per arrivare all’ostello quella sera era tre volte peggiore della salita per il Monte Fato! Anyway, arrivo alle 22.15 ca. all’ostello. Proprio accanto all’ostello c’è nientepopodimeno che … una scuola di ballo! Wow! Altro che tedeschi freddi! Quasi ogni giorno da quando sono arrivata, specialmente dalla seconda settimana in poi, vedo coppie adulte a ballare il tango, la salsa e quant’altro. Arrivo al terzo piano, distrutta come potrete immaginare. Non trovo nessuno in reception! Ma per fortuna mi guardo bene intorno e noto una busta con su scritto il mio nome e la chiave d’accesso alla stanza. Ok, poso “armi e bagagli” e faccio per accendere il pc, ma niente linea Internet! Subito ho pensato “Che me lo sono portato a fare il pc se poi non lo posso usare?”. Per fortuna nell’ostello c’è un pc che funziona, me ne ha informato un ragazzo (fortunatamente italiano, genovese per la precisione) che la domenica successiva sarebbe partito per Tubinga … sì, il pc costa tipo un euro ogni mezz’ora … tra l’altro non è manco veloce! Ok, sento puzza di fregatura e incomincio a bestemmiare! Quindi chiamo casa e Mike e me ne vado a dormire …

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13/07/2013: il primo giorno a Jena.

Che bello svegliarsi col sole negli occhi! Bella vit si durass … purtroppo quando ci sono gli impegni è impossibile non avere una sveglia! E poi il sole che ti sveglia alle 5 di mattina, insomma, una, due volte mi è andata bene, ma poi ha scassato la minchia XD

Colazione: ok, attendo che si faccia l’orario adatto (8-10), ma niente da fare. Al ché mi incontro con il ragazzo genovese, Francesco, e ce ne scendiamo per visitare la città. Ben 3 ore di cammino in lungo e in largo, compreso il supermercato (in molti supermercati è possibile portare le bottiglie vuote per ricevere dei buoni da spendere per altri articoli), dopodiché ci salutiamo e vado a pranzare al ristorante greco visto la sera prima. Un’insalata e una bottiglia d’acqua sono più che sufficienti. Tornata all’ostello, mi sento bussare alla porta. E così conosco la prima persona del corso: Tomas, spagnolo. La sera io, Francesco e Tomas andiamo a mangiare una pizza da “Lo Studente”: ottima, nonostante il diverso tipo di resa dell’impasto. Ed è così che io e Francesco facciamo la prima figura di merda: una cameriera viene da noi dandoci delle coperte. Ovviamente io e Francesco pensiamo siano per la tavola … invece no! Sono per noi! Dove s’è visto mai a Napoli o in Italia una cosa del genere? E dopo cena me ne torno all’ostello.

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14/07/2013: io e le mie compagne di stanza.

Arrivata la mia compagna di stanza, Rita, ce ne andiamo a farci un giretto e scopriamo anche il luogo dov’è ubicata l’uni. Il pomeriggio abbiamo appuntamento al MAXI-Hotel, e con spirito avventuriero, fra cespugli, erbacce e fiumiciattoli, finalmente arriviamo a destinazione. Ci viene presentato il corso e incominciamo a dare strette di mano a destra e a manca.

15/07/2013: lo smistamento. Un momento divertentissimo! In primo pomeriggio dobbiamo a gruppi di tre fare un colloquio orale. Ci interroga una prof.ssa che dal primo momento ho associato alla Prof.ssa McGonagall, la severa ma giusta futura Preside di Hogwarts. Nell’attesa dei risultati incomincio a parlare con alcune ragazze turche, cui mostro foto di Efeso, Izmir e Istanbul risalenti alla mia esperienza lavorativa sulla Costa Crociere. Tutti infine veniamo accolti in un ampio cortile e all’uscita dei risultati, noto che la mia nazionalità è stata scambiata con un ragazzo greco (anche lui l’unico della sua nazionalità) che poi diventerà uno dei miei più grandi amici e che ho avuto l’immenso piacere di rincontrare a Napoli dopo l’esperienza jenense: Makis (sta dietro di me nella foto).

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16-18/07/2013: le prime lezioni: Sprachgruppen, Vorlesungen, Türkisch für Anfänger a quantitativi industriali, i primi idiomi, il tutto condito da un grande slancio. Primi mini-tour a Jena, con o senza guida. La mia prima volta ai fornelli per una serata tranquilla all’ostello, dove finalmente il problema connessione è stato riparato.

19/07/2013: prima escursione: Weimar. Dopo la foto di gruppo davanti al Goethe-Schiller-Denkmal ci incamminiamo per questa cittadina. Incantevole consultare il Faust da una grande piattaforma virtuale presso il Goethe-Nationalmuseum! La cosa più bella del museo dedicato a quest’aristocratico, a essere sincera (preferisco di gran lunga Schiller: più poverello, ma … vi spiego il perché nel prossimo articolo!). Incantevole poter inserire una parola sul motore di ricerca e poterne consultare tutte le occorrenze sul Faust! Ovviamente questo tour è dedicato anche alla scoperta che esistono tante gelaterie italiane a Weimar, solo che il gelato, almeno lì, va caro! In questo giorno, durante la pausa, io, Rita, la nostra compagna di stanza Anđelija (serba) e un’altra persona ci sediamo a un bar e subito dopo una carrozza si ferma davanti a noi e i cavalli fanno i loro grandi bisogni! Inoltre, durante questa escursione non posso fare a meno di pensare alle lezioni del mitico Prof. Giovanni Chiarini, che col suo fare da nonnino arzillo raccontava le vicende fra Goethe e Charlotte von Stein la quale … “un po’ gliela fasceva odorare, un po’ no” (la “s” è per riportare il suo accento aretino), oppure quando chiedeva di non caschiare i panini “ché sc’ho ‘na fame”! A Weimar, purtroppo, succede pure un fatto spiacevole, quello inerente ai pregiudizi sull’Italia di cui ho parlato nel precedente post “Ciò che ho appreso a Jena”.

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2 thoughts on “1° settimana a Jena

  1. […] https://cosaresta.wordpress.com/2015/01/26/1-settimana-a-jena/ (se volete proseguire nella lettura degli articoli sulle altre 3 settimane, scorrete la pagina e li troverete!). […]

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  2. […] Intanto vi invito alla mia pagina FB https://www.facebook.com/Roba-da-linguistica-tedesca-e-altro-104381746280878/, dove potete trovare gratuitamente delle slides divertenti con espressioni idiomatiche (DE/ITA/NAP) create grazie alla mia esperienza a Jena che spero avrete letto (se non l’aveste ancora fatto, vi invito calorosamente a farlo: https://cosaresta.wordpress.com/2015/01/26/1-settimana-a-jena/) […]

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