Progetto DaDa con la ex IV E

La borsa marrone è ancora piena e pronta per la seconda convocazione presso la stessa scuola cui sono andata l’altra mattina, eppure penso ancora al progetto DaDa (Didattiche per Ambienti Di Apprendimento) svolto con la mia classe del cuore, la ex IV E, presso il Galiani.

Dovendo affrontare tematiche come i ruoli in azienda, il colloquio di lavoro e le regole in ufficio, mi sono lasciata ispirare dalla simulazione di condominio svolta nel periodo Jena (luglio-agosto 2013), di cui ti parlai in passato (https://cosaresta.wordpress.com/2015/01/28/settimana-n-2-a-jena/).

Di tutti i progetti, questo è riuscito alla perfezione: ottima gestione dei tempi, un plico creato insieme ai ragazzi  e soprattutto il vivo interesse di tutti, persino di chi era meno partecipe durante le lezioni standard. La parte relativa al colloquio è stata quella più divertente e alcuni ragazzi hanno dato il meglio di sé!

Era mio vivo desiderio far sperimentare loro il significato del lavoro di gruppo e iniziare a prepararli a una parte della realtà che si ritroveranno ad affrontare dopo la maturità, così da non trovarsi del tutto sprovveduti.

Il materiale include:

  1. nome e tipo di azienda scelti dai ragazzi, immagine scelta da me;
  2. organigramma aziendale e relativi ruoli (previo pesca di bigliettini);
  3. informazioni generali dei singoli studenti (con foto dei ragazzi scelte da me, ma che per motivi di privacy non posso mostrare);
  4. descrizione degli uffici;
  5. colloquio di lavoro per assumere le tre persone che avevano pescato unemployed;
  6. obblighi e divieti in ufficio.

Se vuoi visionare il plico e/o avere il file Word dell’UdA (Unità di Apprendimento), contattami alla mail robertafi.visone@gmail.com.

Intanto ti lascio l’immagine scelta secondo il nome scelto dalla classe!

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In bocca al lupo, qualsiasi progetto voglia realizzare!

Bagaglio, supplenza, riposo, merito, what else?

Sulla poltrona della cucina posta alle mie spalle giace una borsa porta PC marrone, pronta a imbattersi in una nuova supplenza breve (se toccherà a me).

La stessa che ero solita portare sulle spalle all’ITES F. Galiani (NA) presso cui ho insegnato fino a giugno, fra passaggio mattutino da parte di mamma, i 3 piani della scuola, discesa verso Piazza Carlo III e mezzi di trasporto vari.

La stessa il cui dolore alla spalla sopportavo per il piacere di creare un ambiente interattivo, alla portata dei digital natives quale sono anch’io.

La stessa che, come la borsa di Mary Poppins (o di Hermione Granger per i potterhead), conteneva una cartoleria viaggiante pronta per l’uso.

Il bagaglio è stracolmo di piccoli plichi per la prima lezione, preparati con tanta cura e grazie all’uso del Web per conoscere i miei “nuovi ragazzi”, per capire in che modo preferiscono apprendere, secondo la teoria delle intelligenze multiple di Gardner.multiple-intelligences

Eppure c’è una grande, gigante, gargantuesca parte di me che vorrebbe ancora concedersi qualche tempo per dedicarsi al proprio romanzo e per riposare. Sapete, per un’abilitata TFA la parola “riposo” è ormai un’eco distante, qualcosa di effimero che domani mi verrà probabilmente tolto se spetterà a me supplire da graduatorie d’istituto fino al 22/12. Il tutto dopo il pre-TFA, TFA, lavoro con Garanzia Sfruttamento Giovani, supplenza e persino il concorso (o concorsone!): eh sì, dopo essere stati ampiamente selezionati sullo scibile umano, uscendone più o meno “normali” in pochi, gli #abilitatiTFA hanno dovuto sottoporsi anche a queste altre forche caudine, a differenza di altre categorie note come il “bello, giusto e vero” risultato delle immissioni in ruolo, ossia l’esito della Buona Scuola.

Un articolo sul fallimento della Buona Scuola

Scuole come un ‘cantiere aperto’: miriadi di docenti in attesa di nomina, il peggior pasticcio in 40 anni

Questo è un messaggio ricevuto ieri sera da una mia conoscente il cui marito è insegnante:
Ma tu ti rendi conto invece che alla scuola di […] hanno fatto ben 25 convocazioni x sostegno e hanno rifiutato tutti!! E ora la nuova prof di matematica è in astensione anticipata x maternità e non riescono a rimpiazzarla!!! Ma addo’ stanno tutti sti prof a spasso?? Per me resta un mistero!
E io choosy, che volevo aspettare la convocazione più lunga “post concorso”, cioè da graduatorie di merito! “Merito”, un’eco ancora più distante in questa terra che Caparezza definisce “Malinconia” (Goodbye Malinconia).
Eppure ci sono situazioni peggiori, gente disoccupata da anni, quindi non mi resta che affrontare il domani.

Intanto aspetto su Rai4 la replica di un telefilm che non mi stancherò mai di vedere: Il trono di spade.

Didattica della lingua inglese – Napoli

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Esame DIDATTICA della cultura e delle istituzioni dei paesi di lingua inglese.

Ho volutamente scritto in maiuscolo la parola “didattica” perché alla fine di questo intervento, vorrei portare tutti a riflettere.

Due esercizi. Esercizio a). Tre domande a risposta aperta (max 120 parole). Le domande (le scrivo in italiano, perché stammattina ho il rifiuto per la lingua inglese):

– Il concetto di cultura non riguarda solo le istituzioni, ma anche le pratiche della vita quotidiana. Discutine.
– Scegli un’icona/monumento/museo di Londra o New York e analizzalo da una punto di vista culturale.
– Argomentazioni sulla multiculturalitá di Londra.

Esercizio b)
Costruire una Teaching Unit. Supporti forniti? Sei immagini di francobolli celebrativi dell’anniversario della metropolitana di Londra e un trafiletto di 3 righe di descrizione. Praticamente, crea qualcosa dal nulla.

Premesso che New York ci é stata mostrata l’ultimo giorno di lezione tramite una fotografia della Statua della Libertà (e voi…

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Questa è Sparma!

tfaraccontidiunincubo

Dopo aver letto i racconti di una qualche mia collega di spagnolo a Parma mi faccio avanti…

La situazione scandalosa del nostro TFA continua…questa volta con le didattiche, quelli che dovrebbero essere gli esami disciplinari, super importanti nel nostro percorso.

Inizierei col raccontare come sono stati i nostri corsi.

Didattica della lingua spagnola. Diviso in due moduli, la professoressa che aveva la cattedra ha iniziato con ben 5 lunghissime lezioni in cui per 5 ore al giorno ci ha fatto vedere siti web. Non sto scherzando. E per l’80% delle volte non aveva mai visto questi siti dato che, all’aprirli, i siti non funzionavano o i video si bloccavano. Lei, mai messo piede in  una classe nella sua vita, ha continuato degli infiniti monologhi su siti internet finchè una mia collega le ha suggerito, per rendere utili le sue lezioni, di farci confrontare sui libri di testo che utilizziamo a…

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Il tempo che resta: briciole putride, retrogusto agrodolce

A quest’ora dovrei star lì a sfogliare nevroticamente appunti e teaching unit fatte da autodidatt* in vista del prossimo esame scritto, il secondo dei 10 cui io e altri numeri siamo sottoposti.
Dovrei approfittare di questo tempo per infilzarmi nella testa gli ennesimi concetti inutili che di certo non mi insegnano a campare, semmai a stento a superare esami universitari nonostante ne abbia svolti più che a sufficienza già per poter entrare in questo girone dell’Inferno!
Dovrei gioire, godere dei momenti belli che fanno di tanto in tanto capolino in questi ritmi così frenetici che mi hanno fatto stoppare anche nella scrittura e in altri hobby.
Ma scritto in tutta onestà, ora sono nel letto a raccogliere questo tempo che resta della giornata per respirare a pieni polmoni lo smog del famigerato TFA.
In questo momento c’è solo il disgusto nell’espletare queste briciole putride ingoiate a forza da marzo (fatta eccezione per il retrogusto agrodolce – tirocini nelle scuole, tutor comprensive e disponibili, alliev* curios* quanto frenetic**, corsi dell’area comune e il laboratorio TIC tenuti da docenti che sanno campare, persone che come me credono in questa missione e sono solidali, a dispetto di altre che pensano solo al proprio orticello e/o hanno paura di contrariare quelle del vertice).
La veste da clown l’ho lasciata in zaino: non riesco ad avere la forza di indossarla, di impregnarmi del suo odore fresco e frizzante. Non ora.
Pierrot è in consolle, guardandosi indietro a un anno fa, a quando entusiasta di intraprendere questo percorso incominciava a fare i primi nuovi sacrifici (mentre si preparava a presentare, a interpretare Santa Merkel e a suggerire dietro le quinte). Ora come ora invece sente di star buttando soldi e soprattutto tempo inseguendo cavallette, nemmeno libellule.
Il mio stile cognitivo gerarchico in questo momento ha bisogno di rigenerarsi, mi sento “come burro spalmato su troppo pane”.
Come vorrei una vacanza, anche di solo una settimana, giusto il tempo di recuperare le forze fisiche e mentali per terminare questo percorso così irto di controsensi!
Come vorrei lavorare anziché dovermi prendere la presenza ai corsi per poi sapere di dover preparare esami che non ci azzeccano proprio con la vita reale (parlo sempre dei corsi disciplinari) e per poi infine prendermi un’abilitazione che chissà se mi servirà a qualcosa di concreto in futuro.
Credevo che l’inferno fosse finito a febbraio, quando ho dato gli ultimi esami orali per l’accesso. Invece era solo l’inizio, ahimè. L’inizio di ripetuti corsi universitari cui seguono esami universitari. Sento che la mia dignità da oltre laureata e meno che insegnante sia bistrattata. Come cavia di esperimenti in un gioco alla Saw l’Enigmista: così mi sento in questo momento. Non ho la forza di oppormi a questo stato d’animo, quindi preferisco che esca fuori, che occupi il suo giusto spazio e che, pertanto, percependo di esercitare un diritto (quello di indignarsi di fronte a situazioni storte) non si senta incatenato. Provo fitte di rimpianto nell’essermi iscritta al TFA, ma c’è sempre quella parte di me che crede ancora nei propri sogni e nelle proprie capacità di renderli realtà.
Ora mi aspetta Morfeo, sento di poter lasciare questo spazio virtuale.
Buonanotte ai suonatori!

TFA inglese Napoli

Ecco l’incubo che stiamo vivendo e ogni parola é ormai inutile…

tfaraccontidiunincubo

Se abbiamo pagato 1600 euro (l’avviso improrogabile del pagamento della seconda rata di 1000 euro  é uscito qualche giorno fa e non ammette ritardi) era proprio perché dovevamo essere “formati” a diventare insegnanti da un punto di vista più teorico che pratico. Molti di noi sono stati in aula con piccole supplenze e sanno che pianificare un’unità didattica e svolgerla é pura fantasia, tenendo conto che in un’ora di lezione, si passa più tempo a “sistemare” la classe e ad evitare che facciano confusione…poi, quando tutto sembra (sembra…ci sono ancora studenti che giocano col cellulare e ascoltano musica) calmo, si può continuare col programma della materia.
A Napoli siamo disperati: TFA A345-A346 (INGLESE). 190 anime in pena che ogni giorno si dividono tra tirocinio diretto della mattina e corsi di pomeriggio. Tempo e forza di studiare pari allo zero. Ma dobbiamo studiare: gli esami si DEVONO fare! Come non possiamo…

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1° mese da tieffina

Riprendiamo la lettura della settimana da tieffina di inglese col Blue Monday, stavolta addolcito da una torta semplice e squisita preparata da me, Linda ft. mio fratello l’assaggiatore  e il mio ragazzo, così felice nel vedermi felice con un piccolo elettrodomestico.

Day 13 lesson 15: How do I feel?

Come già anticipato, in questo blue Monday ci addolciamo con una torta al cioccolato preparata per il compleanno di una carissima tieffina il cui motto è “We are humans, not numbers“.

A fine lezione veniamo divisi in gruppi e quale testo doveva capitare al mio? Un testo sul Kapok tree (poi uno non deve pensare a male! XD)

Day 14 lesson 16: How do I feel?

Oggi accediamo all’aula multimediale del liceo classico dove dal lunedì al mercoledì abbiamo lezione … e a chi poteva essere intitolato, se non a uno il cui nome è Michele? *O*

In questa lezione ci dedichiamo ai blog e in particolar modo a Blogger, il cui servizio è in collegamento con account Gmail e i cui primi passi li potete trovare anche qui: http://robertafivisone.wix.com/antizibaldone2punto0#!Blogger-primi-passi/c1q8z/552ede9c0cf29b00407e83d8 (non ci fate caso alla scelta dell’immagine: era la prima che mi usciva dalla cartella delle foto divertenti xD)

Day 15 lessons 17 and 18: How do I feel?

La Prof. Guarracino continua a pubblicizzare il Comicon (evvai!), ma la teaching unit stiamo ancora a cercarla a Chi l’ha visto?, mentre con la Prof. Di Gennaro trattiamo il novel, ossia ripetiamo le caratteristiche del romanzo e nell’ultima mezz’ora di lezione veniamo divisi in gruppi per preparare, in the middle of nowhere, una teaching unit. Per fortuna che questa prof ci ha fornito quantomeno una tabella Word con gli elementi salienti della programmazione di questa famigerata unità di apprendimento, ma in ogni caso mezz’ora non è sufficiente!

Day 16 lessons 19 and 20: How do I feel?

Tieffini in fermento: dovremmo iniziare il tirocinio nelle scuole (e grazie, siamo quasi a maggio!), ma solo una volta ricevuta la chiamata da Godot, ops, volevo dire dall’ufficio TFA, affinché portiamo noi la convenzione nelle scuole prescelte. Il panico!

Poiché ho bisogno di spiegazioni col cucchiaino, vado al liceo e poi alla scuola media scelte e mi viene detto di:

1) telefonare al liceo lunedì per concordarmi con l’insegnante accogliente sulle ore da svolgere;

2) andare alla scuola media lunedì mattina alle 9 per organizzarci con gli orari.

Dopo un pranzo a casa a base di saltimbocca porchetta, provola e funghi per mamma e margherita cotto e funghi per me, mi avvio al Palazzo Giusso.

Riforme, articoli, leggi, il tutto spiegato in modo troppo veloce per chi, come me, è novizia nell’ambito dell’insegnamento e degli organi che fanno parte del mondo dell’istruzione (ma il prof. ci darà le dispense, quando non si sa per il momento!)

Con la prof. di pedagogia invece trattiamo nuovi argomenti, sempre interessanti e utili 😉

E così si conclude questo primo mese da tieffina. Soundtrack pertinente: Tell me quando quando quandooooo